May, bloody May e Badedas Noir

Ogni giorno mi avventuro sul mio sentiero di mattoni gialli, ogni giorno ciascun muscolo del mio corpo si accende, prendendosi la rivincita sui quei pochi sessantasette che invece occorrono per piangere e mettendo in moto nel mio organismo un esercizio sinceramente per esso più proficuo. Forse i miei occhi però erano troppo knock-out: ho passato tutto il tempo a fissare il suolo, incurante come sempre di quanto accadesse intorno al mio ring. Non si tratta del solito imperturbabile senso di vuoto che mi pervade, è qualcosa di ancor più incisivo, meno epidermico e superficiale, più tagliente, più significativo. Esatto, il mio stato d’animo era perfettamente intonato ad una tristezza distintiva, peculiare. Deve avermi punto evidentemente un insetto terribile, che ha prodotto in me l’effetto di uno choc malinconico. Il decadentismo di Baudelaire l’avrebbe definito “spleen”, interpretandolo come una melanconia meditativa..ed invece la sua concezione deriva da qualcos’altro. No, non dal Rock, ma giusto giusto dalla medicina greca degli umori (la bile custodita nella cistifellea). Il mio spleen decadente è una forma di disagio..ogni tanto mi ricordo di essere un (pessimo, lo ammetto) poeta e quindi non posso stupirmi se sono incapace di adeguarmi alla realtà che sto vivendo..ed appunto per questo rifiuto fermamente ulteriore riflessività sulla mia condizione (non spetta a me) ma cerco di esprimere, con la descrizione di questi effetti opprimenti e terribili la mia angoscia esistenziale. Una settimana e mezzo fa mi sono perso uno swing solo perché chi lo suonava non mi aveva invogliato, adesso invece parlo spesso da solo col mio bracciale di cuoio verde. Ci parlo mentre guido, mentre mangio, mentre mi alleno…però il momento in cui preferisco farlo è sempre appena prima di incontrare il mio inseparabile Badedas Noir. Il bracciale non parla. Sta lì a fissarmi in silenzio, ma è un fissarmi ricettivo. Qualora mi dovessero ricoverare presto, saprò che almeno lui mi ascolta..in questo Maggio sanguinoso.

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