Il maleficio del dubbio

Ho un chiodo conficcato nel (e/o nello) pneumatico posteriore destro. Lascio crescere? E’ segno di salute. L’ultima volta che son stato al cinema ero in lacrime. L’emozione è qualcosa che puó essere sollecitata da innumerevoli elementi, sceneggiatura e popcorn compresi. Ecco un pessimo soggetto: Il mio fedelissimo mac – e quando utilizzo questo superlativo, parlo per eufemismi – mi pianta in asso all’improvviso..i dannàti dell’inferno hanno già il loro bel da fare, di certo non si scomoderanno per qualche timida violazione di copyright. Freud scriverebbe trattati su questa oscura citazione, ma chissà che non sia già lì sul posto per un sopralluogo e/o briefing. Ecco un adeguato predicato verbale: Odio..l’odore del silicone..e giù altri trattati di Freud. Chissà cosa avrebbe gradito lui tra jazz, rap, blues, glam, trip hop, funk, cillit bang e spic & span oppure death o meglio ancora black metal..Non esiste un genere musicale estremo..è il nostro ascolto a renderlo tale se lo vogliamo. Un’abitudine serve anche a questo, no?..a riconoscere come non familiare qualcosa che in realtà NON riconosciamo..o peggio ancora che temiamo. Io non custodisco alcun timore per la musica sconosciuta che raggiunge le mie orecchie. Anzi, mi incuriosisce e affascina. Poi peró ci metto davvero poco a capire con quale intensità essa mi investirà..istinto?..intuito?..buh, sono solo estremamente cosciente del suo infinito potere. Probabilmente è per questa ragione che parlo di investimento e non di incontro..perchè se le note, le armonie, le aritmie, i risicati equilibri di un incedere caotico io li incontrassi e basta..sarebbe tutto graziosamente piacevole..un the, due pasticcini con ripieno ai frutti di bosco e via… E invece no. Qui la tempesta è di quelle che trascinano via. Voglio essere triste?..buh..in fondo sto solo dicendo che possiedo tanto buio attorno. Oceani sconfinati di indeterminatezza che a volte assumono la forma di lame affilate..altre volte di stanze circolari fatte esclusivamente da cuscini. A cosa devo credere?..alla mia percezione del buio?..al fascino della sua profondità?..all’incanto del suo mistero?..oppure alla paura della sua inconsistenza? Nel dubbio almeno provo a stare in silenzio..così posso ascoltare il mio respiro.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>