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	<title>&#124;_ &#187; tempo</title>
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	<description>Esatto, a quanto pare sei perspicace: il menu si apre cliccando sulle 3 striscette lì in alto a destra. Sarai contento di sapere che il tuo raziocinio lavora di pari passo con il tuo istinto.</description>
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		<title>Tra coriandoli di cielo</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Feb 2018 12:32:33 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">1989: Ritagliata in un austero ed elegante tubino scuro, <em>Anna</em> scendeva giù per i <strong>12 scalini</strong> illuminati d’azzurro del <em>teatro Ariston</em>, per raggiungere <em>Fausto;</em> giusto il tempo di metterlo in imbarazzo per i suoi evidenti <em>3 pollici in più</em> d’altezza (tacchi esclusi) e via a cantare la canzone che poi avrebbe vinto il Festival. Ma, nonostante la splendida acconciatura <em>anni ’30</em> della Oxa, tutto ciò non fa una <strong>piega</strong>. Ben più importante l’intuizione del caro <em>Sir Timothy John Berners-Lee</em>, che intravide nel suo strumento di <em>condivisione dati</em> una “leggerissima” <strong>prospettiva</strong> di diffusione su scala mondiale. www.avevaragione&#8230;.  il “.com” glielo aggiungo io, come menzione d’onore. Ma tutto ciò, nonostante io l&#8217;abbia digitato senza errori, <em>non fa <strong>testo</strong></em>. Ben più significative le urla confuse degli studenti in <em>Piazza Tienanmen</em>, tra le quali ad un certo punto si udì: <em>«Perché siete qui? La mia città è nel caos per colpa vostra..Arretrate, giratevi e smettetela di uccidere la mia gente».</em> Erano davvero queste le parole che quel <em>pischello</em> di <em>Wang</em> aveva avuto il coraggio di <strong>gridare</strong> in piedi di fronte ai carri armati <em>Tipo 59</em> del governo cinese? Buh, chi lo sa…io continuo a non spiegarmi come &#8211; dopo 29 anni &#8211; le persone si ricordino più facilmente di quel primo episodio dei <em>Simpson</em>, piuttosto che della caduta formale del muro di <em>Berlino</em>. Ma tutto questo ora non ha importanza. Adesso chiudiamo gli occhi e facciamo finta di tornare indietro nel tempo. Atterriamo con il nostro <em>Shuttle</em> sulla caotica scrivania di quell’agenzia di comunicazione che, nel 1989 ovviamente, partorì il geniale spot dei <strong>biscotti Plasmon</strong>. Su quale foglietto di confusi appunti avranno conservato il brillante contenuto di quel <strong>jingle</strong>, quelle poche accessibili righe apparentemente disadorne? Secondo me costituivano l’<strong>augurio</strong> più bello e sincero che si possa fare ad un bimbo…e lo facevano danzando su un <em>pasticcio</em> di note, anch’esse semplici ma efficaci:</p>
<p style="text-align: justify;"><i>«Io crescerò, sicuro per il mondo andrò…»</i></p>
<p style="text-align: justify;">e poi giù, verso l’epilogo di quel breve intervallo pubblicitario, con il tanto <em>anarchico</em> quanto essenziale smembramento delle <strong>regole grammaticali</strong>, per esprimere un concetto ancor più tenero, ma tuttavia eccezionalmente d’impatto:</p>
<p style="text-align: justify;"><i>«…più bellissimissimissimo sarò».</i></p>
<p style="text-align: justify;">Quanti di quei bimbi son cresciuti?…e magari adesso se ne vanno <strong>sicuri</strong> per il mondo, con la certezza che tanti di quei loro silenzi che gridano vita rappresentino un vero <strong>incanto</strong> per chi sa ascoltarli e coglierli? Quanti di loro saranno adesso &#8211; per chi ha il <strong>dono</strong> di stargli accanto &#8211; autentica gioia, rifugio e passione? Non è un’impresa ardua fare i grandi, è difficile invece riuscire ad avere sempre quel bimbo dentro te, vivere la <strong>pura</strong> emozione di ogni scoperta&#8230;accarezzare il timore, il desiderio, il fascino dell’ignoto. Io intanto, prima di salvare il mondo&#8230;saluto Grace e mi siedo a mangiare i miei biscottini…e lo faccio qui, in un posto talmente simile al mio cuore da sembrarmi casa, su questa cima sovrastante ed incontaminata, in questo luogo intatto, <em>vergine</em>, selvaggio…su questo <em>paradiso</em> di promesse, sopra il monte più alto del mondo a guardare i tuoi <strong>sogni</strong> arrivare leggeri.</p>
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		<title>I DOZZINANTI UPSTAIRS</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Sep 2016 10:03:48 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Siamo rimasti in <em>tre</em>: io e la luce fievole della mia camera da letto. Il suono <strong>indistinto</strong> dei buoni intendimenti e i <strong>ricordi</strong> di qualche settimana fa, come se il <em>tempo</em> corresse veloce, poi si fermasse, poi scandisse il suo incedere in maniera lentissima, imperniato su <strong>immagini felici</strong> che si arrampicano sull’albero della mia esistenza, evitando coscienziosamente i rami più deboli e stagliandosi all’<em>orizzonte</em> contro un <strong>cielo</strong> che ne esalta i contorni e le fattezze. <em>Rabbia</em> sta schiacciando un pisolino, <em>Paura</em> è distratto, <em>Disgusto</em> e <em>Tristezza</em> giocano a carte e invece <strong><em>Gioia</em></strong> mi guarda, ribadendo orgogliosa: «<em>Non puoi fissarti su quello che non va bene. C&#8217;è sempre un modo per cambiare le cose, per divertirsi!</em>».</p>
<p style="text-align: justify;">Esattamente come quei ricordi, mi lascio attraversare dal <strong>vento</strong>, non esiste gravità e sento le membra distese, rilassate, senza alcun peso. Accetto malvolentieri quel <strong>caffè</strong>, perché so a cosa porterà. E’ come se lo avessi già preso. Inconsistente, impersonale, dissimulatore ed anche <em>freddo</em> per i miei gusti. Mi scopro osservato dall’alto verso il basso, in un avvicendarsi però di sguardi sorprendentemente insicuri ed aleatori. Il raziocinio più <strong>sguaiato</strong> mi rende incline a speculare sulla tipica reazione dell’antitetico <strong>gentiluomo</strong> che ogni tanto viene a far visita al mio animo e penso: «<em>ma chi cazzo ti credi di essere?</em>» ..poi invece, soggiogato e vinto dalle seduzioni di un’educazione cortese e progredita, mi arrendo ai dettami di quel mansueto ammaestramento che suggerisce di tirare in remi della mia <strong>rusticità</strong> in barca e desisto. «<em>Ma in quanti siamo qui dentro?</em>», chiedo in maniera gentile rivolgendomi a me stesso. Nessuna <strong>risposta</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Da oggi in poi chiamerò questi soggetti, quelli che abitano ai piani superiori, gli <strong>inquilini</strong>. Morbo deleterio, epidemia nociva, ragionevolmente (e fortunatamente) scansabile da chi ha cara la propria <strong>emancipazione</strong>. Ma non è detto che non ci si possa incontrare sul <em>pianerottolo</em> per scambiare amichevolmente due chiacchiere ogni tanto. No, niente affatto. Il problema è che la <em>soglia</em> della loro porta rimarrà sempre e inesorabilmente impervia ed intransitabile, almeno quanto le strade di una città come questa, alla quale son sufficienti venti minuti di pioggia per trasformarsi in un quadro di <strong>Dalì</strong> che rappresenti uno <em>slum</em> della periferia di città del Messico.</p>
<p style="text-align: justify;">Il vero <strong>fascino</strong> è quello di un sorriso autentico, non quello di una maschera indolente che trascina con sé tutta l’<em>inerzia</em> del proprio essere. Sergente <em>Hartman</em>, aiutami tu… a vederli bramare freneticamente quella libertà, mi sembra di guardare un vecchio che cerca di scopare. Tzè. Ho bisogno di dormire e di sognare, come facevo da piccolo dopo ore passate a studiare, giocare, <strong>pasteggiare</strong> con la <em>Nutella</em> e sbucciarmi le ginocchia.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo rimasti in <em>quattro</em>: io, il suono indistinto dei buoni intendimenti e la mia rifocillata <strong>coscienza</strong>, che attinge sostentamento da sorgenti floride ed inestinguibili. Buonanotte, inquilini. Non occorre che dimostriate di saper essere un tutt’uno con l’oscurità, qui si riesce a star <strong>svegli</strong> anche con le luci spente. E’ sempre giorno.</p>
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		<title>Ma il cielo è sempre più Bloom</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2016 07:25:22 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align=justify>È esattamente come prima dello <em>snap</em>. Quell&#8217;istante in cui, come i <strong>germogli</strong> di un mezzadro che coltiva la sua porzione di terreno in modo intensivo, tutti i <strong>pensieri</strong> del mondo si affollano in una frazione di secondo. Muoverti e reagire, non devi pensare ad altro, non devi preoccuparti del <strong>tempo</strong>. Il tempo a volte rallenta, a volte accelera, c&#8217;è chi dice che a volte addirittura si fermi. Ho gli occhi iniettati di <strong>magenta</strong>, la <em>RAM</em> del mio cervello bisognosa di <strong>deframmentazione</strong>, mi serve una spugnetta nuova, perché voglio lavare i piatti più in fretta..oppure più lentamente, ma voglio deciderlo io.</p>
<p><em>Chi suda, chi lotta, chi mangia una volta, chi gli manca la casa, chi vive da solo, chi prende assai poco, chi gioca col fuoco, na na na na na naaaaa</em>.</p>
<p>Oggi, come se non bastasse, mi avventuro anche nel diffondere la mia <strong>voce</strong> nell&#8217;etere. Ma chi me lo fa fare? Quando la nave è salpata solo un <strong>matto</strong> può continuare ad insistere. Ma la verità è che io sono sempre stato un matto. Quindi anche questa pazzia ci sta. Ci sta e come, un po&#8217; come il <em>Ciobar</em> che si insinua come candidato nella corsa all&#8217;amministrazione del Cuore Caldo al cioccolato. A qualcuno non va giù il mio modo di fare e le mie <strong>frequenze</strong> già elaborano delle personalissime conclusioni. Pur nondimeno, ho frequentato il <strong>liceo scientifico</strong>, ho acquisito metodo. Lo stesso metodo con il quale qualche <em>cromosoma</em>, che evidentemente non godeva delle ferie nel periodo assegnato, ha deciso di miscelare rocAMBOlescamente in me saggezza, istinto, raziocinio e sregolatezza. Ma come reagire [allorché ti si presenta il problema] alle sollecitazioni di chi vorrebbe a tutti i costi far credere che esista un <strong>sinistro</strong> stratagemma dietro la riconoscenza altrui? &#8220;Guarda e passa&#8221;, suggerisce <em>Virgilio</em>, &#8220;let&#8217;s work together&#8221; asseriscono invece i <em>Canned Heat</em>&#8230;mi permetto solo di aggiungere che io non dò {e non ho mai dato} niente per scontato e, soprattutto, nessun peso alle speculazioni o <strong>superstizioni</strong>. Esseri umani, affettuosi, invidiosi, altruisti, egoisti, abneganti, falsi o giudiziosi&#8230;.abbiamo <strong>lo stesso destino</strong>. Facciamo parte della stessa <strong>equazione</strong>, fatevene una ragione. Io per adesso continuo a respirare e, se le <em>19:22</em> arrivano alle <em>19:20</em> oppure alle <em>23:14</em> non cambia molto. Resto comunque <strong>affamato</strong> di giustizia, bramoso di gentilezza, assetato di libertà. <em>Knock-knock</em>. Non posso fare altro che continuare a bussare a quella porta, quella della dolcezza autentica, tangibile. E se mai dovesse dirmi <em>&#8220;tu neanche mi conosci&#8221;</em>, sono <strong>persuaso</strong> che la mia risposta sarebbe: <em>&#8220;ho il resto della mia vita per fare questo&#8221;</em>.</p>
<p><em>Chi vive in baracca, chi suda il salario, chi ama l&#8217;Amore, chi i sogni di gloria, chi ruba pensioni, chi ha scarsa memoria, na na na na na naaaaa.</em></p>
<p>Ho visto tante cose schifose nella mia esistenza, quindi <strong>me ne accorgo</strong> quando vedo davvero qualcosa di buono. Gnam.</div>
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		<title>Il tempo è vita..e la vita dimora nel Cuore</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 07:19:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I conti non tornano, i Gran Cereale al cacao sono più buoni rispetto ai classici ed hanno meno calorie…corro per 1 ora e mezza ed il mio sudore profuma… Interrogativi assai importanti. Nel frattempo ho scoperto una nuova serie, Da Vinci&#8217;s Daemons, dove &#8220;ho scoperto&#8221; va letto come &#8220;ascolto un suggerimento, specie quando è buono [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">I conti non tornano, i Gran Cereale al cacao sono più buoni rispetto ai classici ed hanno meno calorie…corro per 1 ora e mezza ed il mio sudore profuma… Interrogativi assai importanti. Nel frattempo ho scoperto una nuova serie, Da Vinci&#8217;s Daemons, dove &#8220;ho scoperto&#8221; va letto come &#8220;ascolto un suggerimento, specie quando è buono e ci si può fidare&#8221;. Non credevo che potesse essere così piacevole prendere calci nel fondoschiena a Ruzzle. Grande, grandissimo Rispetto. E non a caso NON l&#8217;ho chiamato orgoglio. Ma che disco è &#8220;Get out of my yard&#8221; di Paul Gilbert?…spaziale. Per palati raffinati, certo. Ok, mi sto facendo un complimento =D. Si era capito, no? Ahaahahahaha. Ogni giorno attorno a noi accadono MIRACOLI e neanche ce ne accorgiamo…perché la mente, distratta ed assuefatta alla quotidianità ed alla routine, alle ingannevoli congetture di ciò che la ragione va cercando… non si ferma un momento per ascoltare il cuore…spalancare gli occhi…ed accorgersi che esistono cose ben più importanti, nutrienti, straripanti di Amore, quello con la A maiuscola. Vedere l&#8217;invisibile. Credere all&#8217;impossibile. Andare oltre. Gettare il cuore oltre l&#8217;ostacolo. Farlo passare avanti [tanto starebbe avanti comunque, in ogni caso…] e dire: &#8220;Eccomi, arrivo….ti raggiungo&#8221; =D Il tempo è vita e la vita, quella vera, risiede dentro il Cuore, nell&#8217;unico posto in cui ogni cosa assume davvero il valore più consono alla propria essenza. Anche quando tutto intorno a te sembra farti soffrire. Fatti coraggio. Abbi Fiducia in te stesso. Non arrenderti. Rialzati. E grida con più forza ancora: Io ci sono. E non smetto di credere.</div>
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