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	<title>&#124;_ &#187; solitudine</title>
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	<description>Esatto, a quanto pare sei perspicace: il menu si apre cliccando sulle 3 striscette lì in alto a destra. Sarai contento di sapere che il tuo raziocinio lavora di pari passo con il tuo istinto.</description>
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		<title>La finestra di fronte alla finestra di fronte</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Nov 2017 13:22:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Certe domande, prima di incontrare una risposta, passeggiano attraverso un sentiero di riflessioni..spesso fugaci come alcune felicità mono-dose&#8230;ma a volte interminabili, come file alla motorizzazione civile. Perché esiste il paté di fegato di cinghiale? Perché si costruisce uno stadio in centro città? Perché la solitudine deve essere necessariamente una carenza di affetti e non magari [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Certe domande, prima di incontrare una <strong>risposta</strong>, passeggiano attraverso un <em>sentiero</em> di riflessioni..spesso fugaci come alcune <em>felicità mono-dose</em>&#8230;ma a volte interminabili, come file alla motorizzazione civile.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché esiste il <em>paté</em> di fegato di cinghiale? Perché si costruisce uno stadio in centro città? Perché la <em>solitudine</em> deve essere necessariamente una carenza di affetti e non magari una ricerca di pace o di raccolta intimità? Perché il <strong>freddo</strong> è un cane ed il caldo é un boia? Gli <em>alieni</em> esistono? Perché, da queste parti, l&#8217;inclinazione di alcuni <strong>tetti</strong> &#8211; come sulle abitazioni che ho già visto in Olanda o in Austria o in Germania &#8211; è così accentuata? Forse per facilitare lo scivolamento di quella configurazione atmosferica di acqua ghiacciata cristallina che al mattino imbianca il paesaggio, facendo assomigliare ogni <em>collina</em> circostante ad un succulento piatto di <strong>penne alla Norma</strong>?</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco, uno dei sapori <em>mediterranei</em> dei quali sento maggiormente la mancanza è proprio quello davanti al quale <em>Martoglio</em> dimenticò ogni inibizione. La <strong>poesia</strong> della <em>melanzana fritta</em>, il <strong>solletico</strong> della <em>ricotta salata</em>, <strong>l&#8217;orgasmo</strong> del profumo più autentico del <em>basilico</em>, QUEL <strong>sugo</strong> che innumerevoli volte, in passato, mi aveva fatto rivoluzionare intere gerarchie nella <em>confraternita</em> delle t-shirt bianche medagliate al valore (e sapore). No! Non erano insulse macchie o semplici patacche, bensì orgogliosi trofei da esibire come la più alta delle onorificenze, prima di pagar dazio all&#8217;infallibile <em>Dash</em> in polvere di mamma Carmen.</p>
<p style="text-align: justify;">La mia nuova <strong>lavabiancheria</strong> si chiama Becky. Non lo nascondo, noi due abbiamo un <em>rapporto complicato</em> ma stabile, cosa assai rara e preziosa di questi tempi. In appena <em>38 minuti</em>, che lei definisce con ambizione &#8220;daily xpress&#8221;, mi rende un uomo felice. Se omettiamo l&#8217;effimero stress del raccogliere e stendere, direi persino che la cosa mi diverte e rilassa, senza mandarmi <strong>su di giri</strong> (800, per la cronaca&#8230;e a 30 gradi).</p>
<p style="text-align: justify;">Indifferenziato come soltanto i cicli di lavaggio di <em>Becky</em> sanno essere, ecco il regime del mio <strong>palinsesto</strong> settimanale: mi sveglio, lavoro, mangio, dormo..e con una costanza ed una regolarità tali che il <em>moto rettilineo uniforme</em>, a confronto, me spiccia casa (trad. dal <em>ternano</em>: &#8220;<em>puó occuparsi di sbrigare le faccende domestiche presso la mia dimora</em>&#8220;). Ogni giorno sembra fottutamente <strong>uguale</strong>, come gli scaffali dei negozi quando non hai voglia di comprare un cazzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Peró abbiamo <em>la cascata delle marmore</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;aria è intrisa dei primi inequivocabili segni dell&#8217;<strong>inverno</strong> ed io mi sento pervaso da un pizzico di pungente <em>nostalgia</em>, ma in un battito di ciglia, mentre la luce percorre circa 60.000 km, ovvero <em>una volta e mezza</em> la circonferenza della terra, ricomincia <strong>un giorno nuovo</strong>.. che tra poco finirà, in un altro battito di ciglia..</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;alba di <em>Ortigia</em>, con il sole che faceva capolino da quell&#8217;<strong>orizzonte</strong> irraggiungibile, è un inflazionato ricordo che ritrovo surrogato soltanto sulle confezioni di alcuni prodotti del <em>banco frigo</em>, oppure nel reparto <em>Specialità Regionali</em>. È troppo poco, maledizione&#8230;è come raccogliere le briciole dal tavolo e tuffarle in un barattolo di <em>Nutella</em> vuoto&#8230; &#8230;vuoto??!..immaginare un quadro più triste è a dir poco illegittimo. Prendo atto di essere <strong>malinconico</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Peró abbiamo <em>la cascata delle marmore</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Se la malinconia però è davvero uno stato di tristezza <strong>costante</strong> e, vista da un punto di vista prettamente sanitario, <em>pródromo</em> della depressione..allora dovrei cominciare seriamente a preoccuparmi.</p>
<p style="text-align: justify;">E basta co&#8217; sta <em>cascata delle marmore</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">A me in fondo interessa la <em>sfera culturale</em> di questa nostalgia, vista più come <strong>stato dell&#8217;anima</strong>. È vero, mi soffermo troppo spesso su elementi <em>non positivi</em>, osservo con superficialità quella colata di cemento che continuo a versare incoscientemente su tutto quel romanticismo&#8230;inestimabile <em>balsamo</em> con il quale ero solito ungermi occhi e cuore quotidianamente.   |  Non  |   riesco  |  a   |  muovermi   |  Esiziale <strong>esitazione</strong> la mia? Chi può dirlo, se non il mio <em>futuro prossimo</em>..</p>
<p style="text-align: justify;">Buffo&#8230; ho avuto sempre una <em>relazione conflittuale</em> con questa forma verbale del modo indicativo&#8230;<em>avrò, sarò, andrò, farò, verrò, sceglierò, sfottò, paraponzipò, Cointreau, Bordeaux</em>&#8230;Mi viene male persino a pensare di utilizzarlo..ma perché? Sarà mero &#8220;disprezzo&#8221;?&#8230;magari in una forma più smussata e meno <em>acuta</em>? Puff! Non so nemmeno se la corretta <strong>desinenza</strong> sia un accento <em>grave</em> o <em>acuto</em>! Tutto ciò è molto <em>grave</em> (o molto <em>acuto</em>). Ad ogni modo, lo confesso: ho un forte <strong>ascendente</strong> verso il <em>participio passato</em>&#8230;ma ho anche un gran debole per la <em>fluidità</em> del <strong>presente</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ardaje co&#8217; sta Valnerina</em>..e va beh..già che siamo in bagno, bagniamo: ..è vero, la maestosa immensità del <strong>mare</strong> è tutt&#8217;altro..l&#8217;acqua che precipita da quelle cascate <em>non è</em> salmastra..</p>
<p style="text-align: justify;">| <strong>MA</strong> |</p>
<p style="text-align: justify;">..l&#8217;indomita forza con la quale vien giù dal dirupo riesce gradualmente a <strong>modellare</strong> il suo percorso&#8230;rendendo l&#8217;<em>essenza</em> di quel luogo affascinante e misteriosa. Intorno a quel selvaggio fluire non cambia nulla&#8230;ma lì, dentro la sua anima, <em>tutto scorre</em>. E tutto inevitabilmente cambia. Ogni molecola passa <em>una volta</em>..e una volta sola.</p>
<p style="text-align: justify;">Cambiamo noi quindi? ..oppure cambiano le nostre <strong>percezioni</strong>? Ho la sensazione di conoscere la risposta. Anzi, la <em>conoscer-ò</em>&#8230; eh, si&#8230;<strong>accento grave</strong> stavolta, perché in <em>Italiano</em> la &#8220;o&#8221; finale accentata è esattamente come una finestra quando hai bisogno di respirare:</p>
<p style="text-align: justify;">va sempre lasciata <strong>aperta</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">|_</p>
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		<title>Breathtaking melancholy</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jun 2013 05:57:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Suona la sveglia. Pavimento tiepido. Doccia. Cereali. Profumo di biancheria pulita. Sole. Ogni attimo è una fotografia. Chiudo gli occhi. Li apro. Sorrido. Piango. Io stesso mi domando come diavolo faccio a resistere a questi sbalzi di umore, a questa altalena di sensazioni, a questi alti e bassi dei miei stati d&#8217;animo. Non lo so. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">Suona la sveglia. Pavimento tiepido. Doccia. Cereali. Profumo di biancheria pulita. Sole. Ogni attimo è <strong>una fotografia</strong>. Chiudo gli occhi. Li apro. Sorrido. Piango. Io stesso mi domando come diavolo faccio a resistere a questi <strong>sbalzi di umore</strong>, a questa altalena di sensazioni, a questi alti e bassi dei miei stati d&#8217;animo. Non lo so. So soltanto che alterno momenti di panico proveniente da qualsiasi direzione ad altri di serenità che, come un fiume <strong>con la foce a delta</strong>, si riversa dolcemente in un mare non agitato. Ieri sera avrei tanto desiderato una birra ghiacciata, poi son finito, come spesso mi accade, con la mia chitarra acustica tra le braccia, a toccare volontariamente delle corde delicate, forse è anche per questo che sono andato a dormire con quella sensazione di malinconia. <strong>Mozzafiato</strong>, si…perché mi lascia respirare a stento. Ma anche in difetto di ossigeno, appoggio la mia guancia su quella traccia, su quella morbida scia dello stesso colore del buio e <strong>ascolto il silenzio</strong>. Lo ascolto, lasciandomi andare.</div>
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		<title>Nessuno parla attraverso la mia voce</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 06:30:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Esiste un angolo del mio animo in cui la solitudine cessa di essere propedeutica e diventa scomoda, arida..come un terreno trascurato, un paesaggio spoglio, privo di fertilità, un sentiero pericoloso. A volte, persino con me stesso, parlo un linguaggio differente..talmente profondo da perdermi, talmente scostante, dissociato, buio.. da rischiare di non riuscire più a ritrovarmi. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">Esiste un angolo del mio animo in cui la solitudine cessa di essere propedeutica e diventa scomoda, arida..come un terreno trascurato, un paesaggio spoglio, privo di fertilità, un sentiero pericoloso. A volte, persino con me stesso, parlo un linguaggio differente..talmente profondo da perdermi, talmente scostante, dissociato, buio.. da rischiare di non riuscire più a ritrovarmi. A volte concedo a quella parte di me troppo spazio&#8230;lo so, ahimè&#8230;ma d&#8217;altronde a nessuno è dato di sapere in che modo imbrigliare l&#8217;emotività, metterla a tacere, soffocarla e dimenticare che esista&#8230;ma a conti fatti è una delle forze più incontrastabili che possa esistere..e ciascuno di noi in confronto è troppo insignificante per poter pensare minimamente di reprimerla. La vita spesso e volentieri ruota attorno a desideri assai semplici. Che voglia che ho, per esempio..di trascorrere <strong>un po&#8217; di tempo</strong> come dico io..di contemplare serenità e sorrisi, spensieratezza e silenzi. Quei silenzi peró nei quali sei perfettamente a tuo agio. Evidentemente chiedo troppo. Ma è una sensazione così dolce&#8230;e invece&#8230; &#8230;invece nessuno parla attraverso la mia voce, nessuno sanguina attraverso le mie ferite. Solo e soltanto io conosco la mia sofferenza. Solo e soltanto io. Stare al mio posto è assai scomodo..e non lo augurerei neanche al peggior nemico&#8230;ma ho capito cosa significa <strong>sofferenza</strong> e la sto interpretando nell&#8217;unico modo in cui merita di essere interpretata&#8230;e già, proprio così. C&#8217;è un modo costruttivo di interpretarla, proporzionale alla sua intensità. Oggi c&#8217;è <strong>il sole</strong>..ed è già un motivo sufficiente per sorridere&#8230;.esattamente così: =D</div>
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