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	<title>&#124;_ &#187; oblio</title>
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	<description>Esatto, a quanto pare sei perspicace: il menu si apre cliccando sulle 3 striscette lì in alto a destra. Sarai contento di sapere che il tuo raziocinio lavora di pari passo con il tuo istinto.</description>
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		<title>My remedy, my clarity. EoT.</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 05:49:27 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">Ore 20:30. Meno di 3 ore al black-out. E&#8217; misterioso come tra gli Spurs e i Miami Heat ogni partita faccia storia a sè. Se non altro ci guadagna lo spettacolo, il problema è che la mia testa era<strong> altrove</strong> e così non mi piace godermi i programmi televisivi. E&#8217; come quando ho voglia di guardare un film nella più assoLùta tranquillità, ascoltare ed assimilare <strong>ogni singola battuta</strong> e invece non posso, per un motivo o per un altro. Ore 21:30. Meno di 2 ore al black-out. Leggo e rileggo quelle parole. Alcune le capisco, altre meno. Cinquanta e cinquanta? Sessanta e Quaranta? Boh. Certe volte mi chiedo soltanto se sia un mio difetto di interpretazione oppure se questa <strong>caustica attitudine</strong> venga posta innanzi ai miei occhi per farmi riflettere su qualcosa che evidentemente non cattura abbastanza la mia attenzione. Fatto sta che io <strong>il rimedio</strong> lo conosco. Lo conosco da sempre. E non è affatto una mera sensazione, è una consapevolezza. Prendo appunti&#8230;mi perdo, come al solito, in quell&#8217;<strong>oceano di benessere</strong> dell&#8217;Anima che vola trascinata dall&#8217;unico pensiero in grado di farla volare. Ore 22:30. Meno di 1 ora al black-out. Ritornano in mente quelle parole. Pronti, su&#8230;via. Di nuovo ogni ragione e sentimento come angeli e demoni a contendersi la <strong>dimora</strong> di quelle pulsazioni. A volte invece faccio come Scarlett O&#8217;Hara, suggerisco semplicemente a me stesso di non <strong>arrovellare il mio cervello</strong> con riflessioni troppo contorte e dispendiose e lascio perdere, assimilando il concetto del &#8220;ci penserò domani&#8221;. Non fa parte della mia filosofia, lo so, ma talvolta è il male minore. La musica degli Slayer sparata nei timpani per tutto il pomeriggio mi ha aiutato a non stressarmi oltremodo. Curioso, eh? Tom Araya &amp; Company che vengono utilizzati come <strong>calmante</strong>. Inedito, direi…ma va bene così. O per lo meno&#8230;andava bene così. Il <strong>buio</strong> si avvicina. Ho ancora quella sensazione. Vorrei soltanto riuscire ad esprimerla nel modo <strong>più semplice</strong> possibile, nel modo <strong>più concreto</strong> possibile, nel modo <strong>più pratico</strong>, nel modo più diretto, nel modo più risolutivo, nel modo più sincero possibile. Non sono confuso, anzi…tutt&#8217;altro: è tutto <strong>molto chiaro. </strong>Ed esattamente nell&#8217;istante in cui ogni cosa appare limpida, nel momento in cui i miei occhi si inumidiscono nella gioia della comprensione&#8230;arrivano ancora una volta le tenebre, ad <strong>avvolgermi</strong> con la loro cinica oscurità. Sono le 23 e qualcosa&#8230;perchè sono declive sul <strong>pavimento</strong> della stanza da letto? Black-out. Fine delle trasmissioni.</div>
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