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	<title>&#124;_ &#187; dubbio</title>
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	<description>Esatto, a quanto pare sei perspicace: il menu si apre cliccando sulle 3 striscette lì in alto a destra. Sarai contento di sapere che il tuo raziocinio lavora di pari passo con il tuo istinto.</description>
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		<title>Il pensiero antitetanico</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2014 12:53:11 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">Ho terminato le <strong>risorse</strong>, le ho terminate davvero. Dovrò cercarmi un posto tra le <strong>panchine</strong> della stazione..e ripenserò al tempo in cui meditavo sul mio tetto. Quando trovavo il tempo per riflettere, sul divano o meglio ancora sulle <strong>tegole</strong>, mi chiedevo spesso se riuscivo davvero nell’intento di <strong>imparare</strong> ogni giorno e avrei desiderato tanto che la risposta fosse un <em>si</em>, con l’accento sulla i e tutto scritto in maiuscolo. La tossina prodotta dal <em>batterio del dubbio</em>, pericolosa più che letale, ha innescato <strong>un’infezione</strong> non particolarmente estesa, ma per non rischiare sarà bene ricorrere a quell’efficace vaccino denominato autocritica. E’ difficile trovarlo in commercio però, bisogna esserne <strong>portatori sani</strong>. Non ho mai condannato nessuno, nè ho mai ritenuto qualcosa impossibile, non ho mai ritenuto di essere troppo grande per le piccole cose e non vorrei mai sentirmi piccolo per le cose grandi. Non ne sono certo, lo intuisco. Tra <strong>l’intuizione</strong> e la certezza esiste una distanza a volte incolmabile, altre volte sottile come l’impronta di un gabbiano sulla sabbia alle <strong>6 del mattino</strong>. Smorzo le luci, mi sento come se fossi andato al cinema a vedere il film del mio libro preferito, forse era meglio <strong>restare</strong> a casa, non foss’altro perchè mi interessa maggiormente la coscienza, piuttosto che l’opinione altrui, anche e <strong>soprattutto</strong> quando tale opinione sfocia in stucchevoli guaìti..Certo, è fuori da ogni dubbio che il dolore sia, da che mondo è mondo, un grande <strong>carburante</strong> per la nostra anima…ma è risaputo, l’assioma che determina e definisce un atteggiamento simile rimane inalterato: Sono loquaci soltanto i dolori piccoli, quelli grandi non hanno voce, <strong>tacciono</strong>..oppure trovano altre vie, più discrete, latenti o implicite, per essere espressi. In questo caso allora è assai più dignitoso parlare del <strong>Niente</strong>, almeno è un argomento del quale tutti sappiamo tutto in fondo. Un’altra intuizione, ad esempio, è che ogni tanto <em>un deficiente</em> palèsa la sua presenza dentro di me (<em>sono IO stesso</em>), mi sa che è anche ora di approfittare dei suoi errori. Nessuna rimostranza, per carità..solo una presa di coscienza circa un dato di fatto..Esiste <strong>un malessere?</strong> Si, no, forse. Bene, allora nessuno merita di conoscere il mio malessere e certamente chi merita di conoscerlo non mi farebbe mai del male. Comprimo il mio petto sul <strong>cuscino</strong> e non ci penso, è assolutamente inutile aver paura di ciò che non è possibile evitare.</div>
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		<title>Purple dreams injection</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Sep 2014 11:58:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Adoro essere puntuale, anzi…la verità è che quasi sempre sono in anticipo, anche se questo mi fa restare spesso solo. Ma ci passerò sopra, c’è un alto tasso di anti-catastrofismo nell’aria. A proposito di tassi..ok, allora…ci sono due tassi. Un tasso chiede all’altro tasso: &#8220;tu le paghi le tasse?&#8221; e l&#8217;altro risponde: &#8220;no, io lo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">Adoro essere <strong>puntuale</strong>, anzi…la verità è che quasi sempre sono in anticipo, anche se questo mi fa restare <strong>spesso</strong> solo. Ma ci passerò sopra, c’è un alto tasso di anti-catastrofismo nell’aria. A proposito di <strong>tassi</strong>..ok, allora…ci sono due tassi. Un tasso chiede all’altro tasso: &#8220;tu le paghi le tasse?&#8221; e l&#8217;altro risponde: &#8220;no, io lo faccio <strong>per amore</strong>!”. E’ così breve che mentre sei impegnato a capire se te la ricordi ascoltando l’inizio, è già finita. Quindi <strong>tutta ad un fiato</strong>, come le medicine quando ero piccolo. Chi se ne frega della <strong>memoria-lunga</strong> per certe cose…quella la lasciamo ai bugiardi, che ne hanno un gran bisogno. La <strong>barzelletta</strong> la conoscevo già? Va beh, lo confesso, è che mi piace <strong>ascoltare</strong>..e non perchè mi faccia sentire simpatico, quanto perchè prima o poi qualcosa la imparo. Piccoli <strong>ematomi</strong> crescono: niente male, è assai più confortante il <strong>morso</strong> di un amico che il bacio di un nemico e per mia grande fortuna possiedo degli amici che sanno comprendere <strong>il mio silenzio</strong> ancor prima delle mie parole e nonostante a volte l’egoismo rappresenti il più <strong>affascinante</strong> dei seduttori, l’arma vincente resta un sorriso, al cospetto del quale qualsiasi altra <strong>cosa seria</strong> passa in secondo piano. E’ solo una macchia gialla…ma perchè io ci vedo <strong>il sole</strong>? Si accettano consigli (anche se magari poi faccio come mi dice la testa…), non ho premura, per niente…non ho <strong>tempo</strong> per avere fretta! Essere impaziente è solo un modo per dimostrare che non sopporto che si possano avere dei <strong>sentimenti</strong> <strong>diversi</strong> da quelli che provo io… tutto ciò è estremamente infantile, ma non posso cascarci. <strong>Curiosità</strong> va bene..dopotutto è il sale della vita (da farci un brindisi, vino bianco permettendo), ma per carità: coerenza! La <strong>contraddizione</strong> fa parte del nostro spirito perchè siamo esseri viventi, respiriamo, porca paletta e va benissimo così… Arrivano gli alieni sulla terra, me li ritrovo davanti, mi chiedono “<strong>sei di qui?</strong>” &#8211; gli rispondo con sincerità: “<strong>ne dubito</strong>” &#8211; mi rispondono: “<strong>bravo ragazzo, il dubbio è come minimo un segno inequivocabile della presenza di vita intelligente su questo pianeta</strong>” &#8211; Annuisco.. “<strong>Grazie, raga</strong>” e mi congedo educatamente. Mentre dò loro le spalle già sto lì a rimuginare fra me e me…avrò fatto bene a <strong>non</strong> mentire? Certo che si, non sarebbe stato affatto utile, dopotutto adoro i princìpi, detesto la falsità, per questo <strong>mi fa “vilènu”</strong> vincere imbrogliando, preferisco perdere <strong>mille volte</strong> ma con sconfinata dignità. Voglio cadere, voglio rialzarmi, voglio sognare, voglio <strong>un mare di sogni</strong>, non desideri, ma sogni! Voglio avere <strong>il coraggio di ignorare</strong> un’infinità di cose, ignorarle con determinazione e decisione. Chi se ne frega se il mondo mi guarda con sospetto, <strong>odio</strong> o indifferenza, la saggezza popolare mi suggerisce di sorridere, di <strong>zampettare</strong> a testa alta e di suscitare ancor più odio e ancor più indifferenza: Di quale immenso <strong>ardore</strong> brucia un bacio in mezzo al gelo? [pausa] … [respiro] Brrrrrrrrr!!!!</div>
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		<title>The picture of health</title>
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		<pubDate>Fri, 02 May 2014 22:00:41 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">Ci si abitua a tutto, questa è la sensazione che ti pervade quando per un attimo cominci ad essere aggredito dal dubbio di <strong>parlare nel sonno</strong>. Cosa? C&#8217;è un&#8217;app che verifica l&#8217;autenticità di questo sospetto? Ma siam fuori di testa?..io che invece di dire &#8220;imparare a memoria&#8221;, dico &#8220;<strong>mandare a mente</strong>&#8220;&#8230;o mi commuovo sentendo che lo zibibbo è venuto buono quest&#8217;anno?&#8230;No, grazie. Rifiuto il pacco e vado avanti..ma non fuggo..se fuggi, <strong>hai paura</strong> e se hai paura, c&#8217;è lo zampino del demonio..credo..perlomeno il Maestro Germi sarebbe di questo avviso, no doubt. Nessuna pietra quindi tra il materasso e le doghe, ho solo bisogno di riprendermi quegli attimi di pausa e di riflessione che spesso possiedono l&#8217;utile <strong>funzione</strong> di riconciliarti con te stesso. Miao. Colore ridondante del sogno: il verde. Ma non quello in rgb, bensì quello in <strong>cmyk</strong>..e c&#8217;è una differenza che definire sostanziale è riduttivo. Nel sogno ho <strong>sette anni</strong> e sono vedovo. Da queste parti, invece, nel principato degli occhietti aperti, lo sfondo è <strong>grigio</strong>&#8230;e di grigi ne esistono tanti, tra i quali quello <strong>decadente</strong>..lo stesso colore del filo sul quale cammino. Sono l&#8217;ultimo equilibrista solitario, capace di scavare nell&#8217;interiorità e nel mistero dell&#8217;ignoto? Buh..non me lo son mai chiesto. D&#8217;altronde non descrivo sentimenti, cerco piuttosto di <strong>tradurre</strong> sensazioni, di puntare una fioca lanterna sull&#8217;oscuro che ho dentro, con parole comprensibili forse solo a me stesso..ma non me ne preoccupo. Lo spirito è spirito, non ha <strong>nulla di tangibile</strong>&#8230;così come l&#8217;intimità è l&#8217;intimo e basta, nessuna traccia di individualismo, nessun <strong>residuo</strong> di soggettivismo ad oltranza. I can&#8217;t believe there&#8217;s anything seriously wrong with me. L&#8217;oscurità è tale solo se la vedi da <strong>un ambiente</strong> illuminato. A volte puoi rovesciare il pronostico, con una buona scelta di campo. Clic. Opla-llà&#8230;Si è <strong>spenta</strong> la luce.</div>
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		<title>Il maleficio del dubbio</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Apr 2014 08:21:30 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">Ho un chiodo conficcato nel (e/o nello) pneumatico posteriore destro. Lascio crescere? E&#8217; <strong>segno</strong> di salute. L&#8217;ultima volta che son stato al <strong>cinema</strong> ero in lacrime. L&#8217;emozione è qualcosa che puó essere sollecitata da innumerevoli elementi, <strong>sceneggiatura</strong> e popcorn compresi. Ecco un pessimo soggetto: Il mio fedelissimo mac &#8211; e quando utilizzo questo superlativo, parlo per eufemismi &#8211; mi pianta in asso all&#8217;improvviso..i <strong>dannàti</strong> dell&#8217;inferno hanno già il loro bel da fare, di certo non si scomoderanno per qualche timida violazione di copyright. <strong>Freud</strong> scriverebbe trattati su questa oscura citazione, ma chissà che non sia già lì sul posto per un sopralluogo e/o briefing. Ecco un adeguato predicato verbale: <strong>Odio</strong>..l&#8217;odore del silicone..e giù altri trattati di Freud. Chissà cosa avrebbe gradito lui tra jazz, rap, blues, glam, trip hop, funk, cillit bang e spic &amp; span oppure death o meglio ancora <strong>black</strong> metal..Non esiste un genere musicale estremo..è il nostro ascolto a renderlo tale se lo vogliamo. Un&#8217;<strong>abitudine</strong> serve anche a questo, no?..a riconoscere come non familiare qualcosa che in realtà NON riconosciamo..o peggio ancora che temiamo. Io non custodisco <strong>alcun timore</strong> per la musica sconosciuta che raggiunge le mie orecchie. Anzi, mi incuriosisce e affascina. Poi peró ci metto davvero poco a capire con quale intensità essa mi investirà..istinto?..intuito?..buh, sono solo estremamente cosciente del suo <strong>infinito</strong> potere. Probabilmente è per questa ragione che parlo di investimento e non di incontro..perchè se le note, le armonie, le aritmie, i <strong>risicati equilibri</strong> di un incedere caotico io li incontrassi e basta..sarebbe tutto graziosamente piacevole..un the, due pasticcini con <strong>ripieno</strong> ai frutti di bosco e via&#8230; E invece no. Qui la tempesta è di quelle che trascinano via. Voglio essere triste?..buh..in fondo sto solo dicendo che possiedo tanto <strong>buio</strong> attorno. Oceani sconfinati di indeterminatezza che a volte assumono la forma di lame affilate..altre volte di stanze circolari fatte esclusivamente da cuscini. A cosa devo credere?..alla mia percezione del buio?..al fascino della sua profondità?..all&#8217;incanto del suo mistero?..oppure alla paura della sua inconsistenza? Nel <strong>dubbio</strong> almeno provo a stare in silenzio..così posso ascoltare il mio respiro.</div>
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