Ho bisogno di the

«Qualunque cosa sia successa, dai la colpa al maiale».

Non è tanto quello che dice, ma come lo dice. Geniale…come il the ai frutti rossi, o verde, o agli agrumi, o all’uva e fragola.

In questo emisfero invece le cose vanno un tantino diversamente: apro il frigorifero ed è meno freddo della temperatura in cucina [giuro]…Benvenuto inverno.

Mi dai da pensare, Inverno, ma..

..quando mai pensare ha fatto del bene a qualcuno? Se rifletto troppo è come se fossi assente, come se ogni pensiero fosse carente di sintassi. Faccio sogni strani, vedo le cose prima degli altri, mi accorgo di guardare le persone con cattiveria, soprattutto quando ostentano complicità.

Ma non credo sia colpa mia.

Io..sbaglio a fare i regali, a permettere all’indecisione di farsi largo tra i miei discorsi, a credere ogni tanto alla politica dei piccoli salti

..sbaglio a viaggiare più spesso con la mente che con lo zaino sulle spalle, a sfilare in prima linea dentro un corteo di falsi attori, a trovare del buono anche in un caffè freddo, a preferire il due di picche alla donna di cuori, a credere che esistano ancora le mezze stagioni, a pensare che certi ricordi a volte rappresentino un rifugio..

..sbaglio a lasciar trascorrere tutto questo tempo senza andare al cinema, a permettere che nel raggio di 150 chilometri cucìnino la pizza con lo spessore di 2 millimetri, a sognare una casa in cui tre stanze su due hanno il parquet sul pavimento, a sorridere e a far sorridere quando invece mi servirebbero due gocce di sincero pianto a Denominazione di Origine Protetta, quello di quando piangi per qualcuno non per qualcosa..

..sbaglio ad affacciarmi su uno sfondo simile a quello che potrei benissimo creare col photoshop, a pensare cose che dopo due minuti non penso più, a sognare di cavalcare una cometa quando invece il regalo più bello sarebbe scendere e cominciare a vivere davvero, a non ruttare quando invece è il momento più giusto per farlo..

..sbaglio a convincermi di non essere intonato quando potrei semplicemente mettere le mani sulla mia chitarra, toccandola come farei con le generose forme di un corpo femminile, a credere nelle cose come se combattessi una guerra..

..sbaglio a mettere le spunte sui giorni del calendario – come faceva Salvatore in ‘Nuovo Cinema Paradiso’ – a cercare il coraggio di parlare di me, a non tenere dolcetti in casa…

..sbaglio i momenti, sbaglio i modi, le forme ed i concetti, sbaglio a parlare sottovoce, a rimandare costantemente i conti con me stesso.

Ma non sbaglio a sentirmi ciò che sono veramente: imperatore della mia ignoranza, padrone della mia incoscienza, sovrano della mia perseveranza, capo riconosciuto e legittimo della mia costanza, monarca della mia pazienza, maestà di queste Note confuse..

Mi Fa strano ammetterlo, ma gli importanza. Si. Sarò qua, sarò , sarò Sol..

..ma sono soprattutto un Re.

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